Tutti a far torte!
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mercoledì 9 maggio 2012
Frittata di maccheroni
Nata come ricetta per riutilizzare la pasta avanzata, è diventata un piatto a se, coniugando economia e fantasia. La frittata di maccheroni, è anche divenuta sinonimo di scampagnata. Adatte a tutti i gusti ed a tutte le tasche, esistono numerose varianti. C'è chi la fa "bianca", chi "rossa", chi utilizza pasta grossa, chi vermicelli o bucatini, chi spaghetti. Tutti usano, oltre alla pasta, uova, burro, formaggio e tanto pepe.
Wine&Thecity si tuffa nel Tunnel Borbonico
L'Associazione Culturale Borbonica Sotterranea ha come obiettivo la valorizzazione del sottosuolo della città di Napoli e la promozione di eventi culturali legati al sottosuolo allo scopo di sensibilizzare le persone e far conoscere la storia delle strutture sotterranee che hanno permesso la vita della città di Napoli, nel corso dei millenni.
Il Tunnel, nato con scopi militari con un percorso che andava da Palazzo Reale a via Morelli, lungo il percorso intercettò la rete di cunicoli e cisterne legate all'antico acquedotto del Carmignano (1627-1629) che serviva la città di Napoli ed, in particolare, la zona di Pizzofalcone.
Negli anni successivi il progetto del Tunnel Borbonico f&u sospeso per motivazioni economiche e per il variato assetto politico che portò all’unità d’Italia. Durante la seconda Guerra Mondiale il Tunnel e le cavità adiacenti furono utilizzate come ricovero bellico durante i numerosi bombardamenti, prima alleati e poi tedeschi, a cui fu sottoposta la città di Napoli.
Il suggestivo Tunnel Borbonico si apre al vino di Villa Matilde ed ad un inedito percorso di arte, teatro e storia del vino. Venerdì 18 maggio, dalle 19.00 alle 21.00, in occasione di Wine&Thecity, il fuori salone del vino a Napoli, la perfomance "L'Ebbrezza dell'arte_ Luce dal sottosuolo" curata da Simona Perchiazzi, animerà gli ambienti del Tunnel.
Produrre Biogas nelle fattorie del SUD
Introdurre dei premi legati all'uso di colture non alimentari o di secondo raccolto che possano favorire lo sviluppo di nuovi impianti a biogas, soprattutto nel centro-sud del Paese. E' questa la richiesta che Agroenergia Confagricoltura sta portando avanti insieme a al Consorzio Italiano Biogas e ad AIEL. "I due decreti sulle rinnovabili, ha detto alla Adnkronos Roberta Papilli di Agroenergia Confagricoltura nel corso degli Stati Generali delle rinnovabili tenitosi oggi a Roma, disattendono le aspettative del settore agricolo. Infatti, nonostante da una parte sembri che il Governo voglia promuovere un modello di produzione energetica da impianti di taglia medio-piccola, la cosiddetta microgenerazione distribuita (fino a 1 MWe), dall'altra appare evidente che il nuovo sistema di incentivi penalizzi proprio questa tipologia di impianti che sono di maggiore interesse per il settore agricolo".
"Nonostante l’agricoltura sia chiamata a contribuire al raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2020, continua Papilli, dovrà fornire circa il 45% dell’energia rinnovabile e nonostante la politica agricola comunitaria veda nelle rinnovabili una delle principali sfide del settore agricolo per i prossimi anni, il quinto conto energia non riconosce gli impianti su fabbricati rurali". Sul fronte del biogas poi, conclude, "l’aver previsto un contingente unico per biomasse, bioliquidi, biogas, gas da discarica e di capacità estremamente limitata, rende difficile accedere agli incentivi e di conseguenza di realizzare nuovi impianti".
"Nonostante l’agricoltura sia chiamata a contribuire al raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2020, continua Papilli, dovrà fornire circa il 45% dell’energia rinnovabile e nonostante la politica agricola comunitaria veda nelle rinnovabili una delle principali sfide del settore agricolo per i prossimi anni, il quinto conto energia non riconosce gli impianti su fabbricati rurali". Sul fronte del biogas poi, conclude, "l’aver previsto un contingente unico per biomasse, bioliquidi, biogas, gas da discarica e di capacità estremamente limitata, rende difficile accedere agli incentivi e di conseguenza di realizzare nuovi impianti".
Bioedilizia, ritornano i mattoni in terra cruda
In antichità questo tipo di laterizi erano gli unici utilizzati, poi i Romani scoprirono che si potevano ottenere dei mattoni più leggeri cuocendoli e lentamente l’uso dell’argilla cruda è stato relegato ai soli paesi non industrializzati, soprattutto dell’area sub sahariana e in parte dell’Asia dove molti edifici vengono ancora costruiti con questo vecchio metodo.
La preparazione dei mattoni avviene impastando e pressando l’argilla alla quale vengono aggiunte anche fibre vegetali come paglia, canapa o canne, vengono poi essiccati al sole e quindi non viene immesso CO2 nell’atmosfera durante tutto il ciclo produttivo.
Il prodotto finito presenta un ph neutro e per questo motivo viene ritenuto ideale dalla bioedilizia che lo utilizza per murature, pavimentazioni, inoltre possiede la proprietà di trasmettere calore e riduce notevolmente gli sbalzi termici tra l’interno e l’esterno.
I mattoni in argilla cruda sono dunque ecologici, non inquinano, sono in grado di assicurare un buon isolamento acustico, proteggono dai campi elettromagnetici e assorbono fumi e odori.
Decisamente paiono essere il materiale ideale per l’ecosostenibilità delle nostre case, ma in Italia la legislazione vigente non consente di edificare abitazioni interamente costruite con questo tipo di laterizi, il loro uso deve essere limitato, perciò vengono impiegati per completare case con struttura in legno.
Benevento Città Luce
Al fine di sostenere la crescita ed assicurare un più costante andamento delle attività turistiche, il Comune di Benevento ritiene essenziale incoraggiare l’organizzazione di iniziative in grado di favorire una maggiore visibilità e riconoscibilità del territorio sannita nei confronti della domanda turistica; Tra le iniziative che si svolgono in città, assume particolare rilievo la manifestazione “Benevento Città Luce”, che rappresenta un appuntamento in grado di suscitare notevole interesse in un pubblico ampio, eterogeneo e proveniente da diverse aree geografiche.
L’iniziativa “Benevento Città Luce” (di cui si è svolta nel periodo Dicembre 2009 – Gennaio 2010 la prima edizione, gratificata da un significativo successo di pubblico e di critica), consiste nel dotare i principali monumenti e attrattori archeologici cittadini di una spettacolare illuminazione artistica, accompagnata da affascinanti ricostruzioni storiche narrate da voci fuori campo.
Si tratta di un progetto con cui si propone l’esplorazione del nostro centro storico in una nuova chiave: al calar del sole, accanto alla tradizionale conduzione della visita da parte dell’accompagnatore (incaricato di descrivere la storia e le caratteristiche di ogni sito), si assiste a proiezioni luminose e digitali, supportate da composizioni musicali ed effetti sonori in grado di esaltare la bellezza degli spazi prescelti, in una speciale atmosfera capace di stimolare nuove e inaspettate sensazioni nei visitatori.
“Benevento Città Luce” è quindi un percorso turistico notturno, che, grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie, racconta in chiave onirica e spettacolare la storia delle diverse civiltà che hanno attraversato e popolato il cuore della città antica. L’idea è quella di creare nei punti più suggestivi del centro storico di Benevento un percorso tematico che, mediante sofisticate tecnologie audio-video e particolari effetti di luce, racconti la millenaria storia della città e delle popolazioni che l’hanno abitata. Particolare attenzione sarà riservata quest’anno alla Chiesa di Santa Sofia entrata a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità tutelato dall’Unesco. Il percorso di questa seconda edizione, grazie anche a quanto acquisito nel corso della prima, sarà più ampio e ricco.
martedì 8 maggio 2012
Bioedilizia, poco conosciuta al Sud
C'è un settore dell'economia che vede il bosco come una fabbrica di materie prime per l'edilizia. Non solo legno ma canapa, fibra di cocco, paglia, canna palustre e scarti da lavorare per costruire muri e pavimenti. L'obiettivo dell'architettura sostenibile è questo: utilizzare le risorse naturali per progettare e realizzare edifici che limitino l'impatto sull'ambiente. Migliorare, attraverso l'uso razionale delle materie prime, la qualità della vita dell'essere umano, senza per questo rinunciare al comfort.
L'architettura sostenibile (detta anche green building, bioarchitettura o architettura bioecologica) progetta e costruisce edifici in grado di limitare gli impatti nell'ambiente. Piuttosto che un ambito disciplinare, l'architettura sostenibile è un approccio culturale al progetto che fa riferimento alla Baubiologie (bioedilizia) nata negli anni '70 in Germania, e che si è poi sviluppata includendo i principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile.
L'architettura sostenibile (detta anche green building, bioarchitettura o architettura bioecologica) progetta e costruisce edifici in grado di limitare gli impatti nell'ambiente. Piuttosto che un ambito disciplinare, l'architettura sostenibile è un approccio culturale al progetto che fa riferimento alla Baubiologie (bioedilizia) nata negli anni '70 in Germania, e che si è poi sviluppata includendo i principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile.
Lo scopo del costruire è il benessere degli abitanti, inteso come uno stato psicofisico a cui concorre la salute dell'individuo, l'equilibrio socioeconomico e la cura dell'ambiente. In questa visione l’edificio non è un oggetto a sé stante, slegato dal contesto, ma parte di un sistema interattivo e dinamico che considera gli elementi naturali (terra, acqua, vento, sole, vegetazione) e sociali (identità e appartenenza ai luoghi) come materiali fondamentali del progetto. La Bioedilizia e l'utilizzo di elementi naturali permette di vivere a stretto contatto con legno e collanti naturali. In modo da mantenere l'equilibrio del vivere.
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